Notizie dalla Lituania: Novita' economiche e finanziarie
Last Updated (Friday, 06 March 2009 14:52) Written by Administrator
SE VILNIUS NON RIDE, RIGA PIANGE
Nel corso del penultimo venerdi' di febbraio il governo lettone del premier Ivars Gudmanis ha dato le dimissioni, lasciando il paese senza una guida politica e in balia di una crisi economica tra le piu' violente in Europa. La vicina Lettonia e' accreditata di una diminuizione del PIL a due cifre per l'anno in corso ed e' stata colpita anche dal quasi fallimento del principale istituto bancario privato Parex Bankas, rilevata dallo stato lettone in extremis.
L'opinione pubblica e' confusa: un recente sondaggio fornisce dati contrastanti. Se un 48% degli intervistati ritiene che si debba andare a nuove elezioni, un 20% e' convinto invece che si debba operare con un colpo di stato per concentrare il potere nelle mani di uno solo, come accadde nel 1934.
In effetti la situazione politica e' confusa e fa il paio con quella economica. Il presidente della repubblica Zatlers, dopo gli scontri di piazza a Riga del 13 gennaio, aveva assegnato tre compiti al Parlamento in merito alla situazione economica e politica del paese. Se il Parlamento non riuscira' a fornire tre risposte soddisfacenti entro la fine di marzo, Zatlers andra' a indire un referendum per l'abrogazione del presente Parlamento e la promozione di una nuova tornata elettorale. (procedura eventualmente prevista dall'ordinamento giuridico lettone).
I partiti, alquanto screditati, stanno tuttavia lavorando per una sorta di governo di unita' nazionale che dovrebbe essere varato entro la fine di febbraio o i primi di marzo, un governo comunque capace di applicare richieste e ricette del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea.
L'opinione pubblica e' confusa: un recente sondaggio fornisce dati contrastanti. Se un 48% degli intervistati ritiene che si debba andare a nuove elezioni, un 20% e' convinto invece che si debba operare con un colpo di stato per concentrare il potere nelle mani di uno solo, come accadde nel 1934.
In effetti la situazione politica e' confusa e fa il paio con quella economica. Il presidente della repubblica Zatlers, dopo gli scontri di piazza a Riga del 13 gennaio, aveva assegnato tre compiti al Parlamento in merito alla situazione economica e politica del paese. Se il Parlamento non riuscira' a fornire tre risposte soddisfacenti entro la fine di marzo, Zatlers andra' a indire un referendum per l'abrogazione del presente Parlamento e la promozione di una nuova tornata elettorale. (procedura eventualmente prevista dall'ordinamento giuridico lettone).
I partiti, alquanto screditati, stanno tuttavia lavorando per una sorta di governo di unita' nazionale che dovrebbe essere varato entro la fine di febbraio o i primi di marzo, un governo comunque capace di applicare richieste e ricette del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea.
PRODUZIONE INDUSTRIALE 2008, SU DEL 2,7%
Nonostante l'ultimo trimestre dell'anno scorso abbia pienamente risentito della crisi internazionale la produzione industriale lituana ha chiuso il 2008 con un saldo positivo del 2,7%, comunque il dato di crescita piu' basso a partire dall'anno 2000. Ma il restringesi dell'export verso quei mercati tradizionalmente aperti alle merci lituane (Russia, Germania, Lettonia, Estonia) non lascia certo presagire un record positivo per l'anno in corso. La contrazione della produzione e' ormai un dato di fatto anche in Lituania, parzialmente mascherata dall'incremento delle attivita' di Mazeikiu Nafta: le previsioni si attestano su una contrazione del 10-15% della produzione industriale.
C'E' CHI COMPRA E C'E' CHI CHIUDE
Le due facce della crisi. La Sanitex, industria lituana nel campo dei medicamenti farmaceutici e affini, ha rilevato l'intero pacchetto della compagnia polacca Homeofarm di Danzica (produttrice di pomate) per 2,7 milioni di euro. La Sanitex ha inoltre portato a termine tutte le questioni burocratiche che le permetteranno di costruire il nuovo stabilimento di Kaunas (20 milioni di euro) e di superare, crisi permettendo, il fatturato di 82 milioni di euro stabilito nel 2008.
Dall'altro canto la svedese Frilight ha deciso di chiudere una propria controllata in Lituania, la UAB Frilight Baltija , costruita per pagare meno tasse in Lituania rispetto alla Svezia. La crisi del comparto plastico e dell'illuminazione ha spinto gli svedesi a ridurre i rami improduttivi.
Dall'altro canto la svedese Frilight ha deciso di chiudere una propria controllata in Lituania, la UAB Frilight Baltija , costruita per pagare meno tasse in Lituania rispetto alla Svezia. La crisi del comparto plastico e dell'illuminazione ha spinto gli svedesi a ridurre i rami improduttivi.
NOVITA' NELL'ARIA
Anche le ultime settimane portano novita' in merito al traffico aereo da e per Vilnius. La Air Baltic sta procedendo a un massiccio licenziamento del personale, dovuto al fatto che la compagnia ha ridotto i propri piani in partenza dall'aeroporto lituano. Ben 112 impiegati verranno lasciati a casa per permettere una migliore quadratura dei conti alla compagnia in vista di una ripresa su scala piu' larga dei voli con il ritorno della stagione estiva (29 marzo prossimo). In particolare la Air Baltic (ormai libera dagli accordi con la SAS) riprendera' a volare con maggiore frequenza anche su Milano Malpensa. Ad oggi un solo collegamento diretto al sabato e' operativo tra Vilnius e Malpensa.
Situazione in stallo invece sul fronte FlyLal: la ex compagnia di bandiera e' ufficialmente indagata per bancarotta fraudolenta. Le trattative per rilevare i resti della compagnia sono ferme sullo scoglio dell'aiuto governativo. La compagnia cinese Hainan Airlines e' interessata a rilevare le attivita' ma chiede che lo stato lituano intervenga nella capitalizzazione dei debiti. La proposta e' stata per ora bocciata dal ministero dei trasporti lituani. Il primo ministro Kubilius si e' impegnato a risolvere la questione entro e non oltre il 29 marzo di quest'anno.
Situazione in stallo invece sul fronte FlyLal: la ex compagnia di bandiera e' ufficialmente indagata per bancarotta fraudolenta. Le trattative per rilevare i resti della compagnia sono ferme sullo scoglio dell'aiuto governativo. La compagnia cinese Hainan Airlines e' interessata a rilevare le attivita' ma chiede che lo stato lituano intervenga nella capitalizzazione dei debiti. La proposta e' stata per ora bocciata dal ministero dei trasporti lituani. Il primo ministro Kubilius si e' impegnato a risolvere la questione entro e non oltre il 29 marzo di quest'anno.
PROVVEDIMENTI ANTICRISI
La coalizione governativa condotta dal primo ministro Kubilius ha finalmente licenziato il pacchetto di provvedimenti per rilanciare l'economia in Lituania. Il piano, ora al vaglio delle varie parti sociali si compone di 5 parti principali e in particolare:
rilancio delle politiche di credito, da operarsi tramite quattro istituzioni creditizie statali di nuovo conio che adopereranno sia i fondi europei sia quelli messi a disposzione dalla Banca europea per gli investimenti.
rilancio delle politiche di credito, da operarsi tramite quattro istituzioni creditizie statali di nuovo conio che adopereranno sia i fondi europei sia quelli messi a disposzione dalla Banca europea per gli investimenti.
- Attenzione speciale ai contratti di leasing e alle operazioni di microcredito (comprese tra i 5 e i 50 mila euro di valore);
- Rilancio del settore edile, che ha contato per il 10% del PIL lituano anche nel 2008 ma che sta perdendo oltre il 40% del proprio valore in termini di lavoro e personale addetto. Il pacchetto di circa 670 milioni di euro cerca di stabilizzare la situazione nei prossimi 24 mesi, favorendo soprattutto quei nuovi progetti che siano in grado di salvare energia, un aspetto malamente messo in pratica dai costruttori locali.
- Semplificazione dell'erogazione dei fondi europei, con un passaggio epocale: i fondi verranno elargiti ad inizio progetto e non, come ora, a consuntivo. Si tratta di un vero e proprio project financing;
- Semplifcazione dell'accesso al business attraverso la registrazione on line delle nuove compagnie, un sistema di tassazione agevolato per le piccole imprese, un taglio alle licenze richieste per operare in determinati settori cui si accompagna una stretta riduzione degli enti burocratici che presiedono allo sviluppo delle attivita' economiche (almeno un taglio del 30%). Prevista inoltre la possibilita' di deferire nel tempo le tasse per le societa' in difficolta' oltre che una legge che definisca il fallimento delle persone fisiche;
- Varo di una politica di tutela dell'export con l'apertura entro giugno di una linea di assicurazione del credito all'export (un po' come la SACE in Italia) e riorganizzazione della Lithuanian Development Agency, divisa in un Export Council a in una agenzia per investire in Lituania.
Le critiche battono su due punti importanti: i fondi messi a disposizione sono esigui anche rispetto a quanto stanziato dalla vicina Lettonia. E i fondi stessi inizieranno a circolare solo a meta' 2009: quante imprese avranno la forza di aspettare sino ad allora?
(a cura di Luca de Angelis)


