Notizie dalla Lituania: numeri e prospettive
Last Updated (Thursday, 07 May 2009 11:01) Written by Luca De Angelis
CROLLANO I NUMERI, RIMANGONO LE PROSPETTIVE
Il dipartimento di satistica lituano conferma quel che si percepiva giorno dopo giorno: nel primo trimestre 2009 il PIL lituano e' diminuito del 12,6% mentre la voce export e' diminuita del 22% . Il periodo gennaio-marzo e' stato sicuramente tra i piu' tristi che l'economia del paese abbia dovuto sopportare da quando la Lituania e' tornata ad essere uno stato indipendente. Dappertutto si coglieva l'eco di fabbriche , imprese ed uffici che fallivano (441 casi di societa' fallite contro i 179 dell'anno precedente), licenziavano i dipendenti o che, nella migliore delle ipotesi, diminuivano loro lo stipendio.
Nonostante le negativita' il paese ha retto, piu' per l'abnegazione della gente comune che per le misure messe in atto dal governo e dallo stato (soprattutto in campo sociale, totalmente assente) e gia' in questi primi giorni di maggio si coglie il sentimento comune che il peggio del peggio sia passato. La Lituania rimane un mercato piccolo ma estremamente interessante dal punto di vista strategico, della forza lavoro e della pressione fiscale tanto che in molti analisti scommettono sul fatto che, in clima di ripresa generale, il paese sara' tra i primi della EU a riprendersi pienamente.
VENITE, ASSUMIAMO
La CSC o Computer Science Corporation di Falls Church (VA) , tramite l'ufficio di Copenhagen ha da tempo stabilito una base a Vilnius. E' notizia proprio di questi giorni che la sede lituana provvedera' all'assunzione di ben 100 persone, portando il totale degli impiegati in Lituania a 260. L'ufficio di Vilnius era stato aperto giusto un anno fa e serve da supporto software ai clienti nordeuropei di CSC sopratttto nei settori della telefonia e dei trasporti. Una sfida importante , soprattutto perche' nel frattempo il 30% della clientela CSC in Scandinavia e' venuta meno in seguito alla crisi mondiale. Ma la capacita' degli operatori lituani, le nuove prospettive di mercato in Russia e in Ucraina oltre all' apertura di ulteriori servizi basati a Vilnius lasciano ben sperare che l'investimento raggiunga i risultati sperati.
SEB, BANCA IN ROTTA MA IL GOVERNO SVEDESE GARANTISCE
Una parte rilevante delle difficolta' della economia lituana sono dovute all'inattivismo pressochè totale delle banche locali, per lo piu' in mano a capitali scandinavi e svedesi in particolare. Il piu' grande gruppo bancario operante in Lituania, SEB Bankas (di cui e' proprietaria la Skandinaviska Enskilda Banken AB di Stoccolma) ha avuto comunicazione che l'azionista principale ha richiesto di far parte del programma di garanzia varato dal governo svedese per proteggere le banche in dificolta'. L'evento si e' realizzato dopo che a fine aprile la SEB AB ha reso noto di aver accumulato perdite di profitto nel primo trimestre pari al 44%. Solo il 13% del movimento prestiti e' stato basato nella regione baltica dove pero' si e' registrato un deciso rialzo dei clienti non solventi (con una media del 77% tra le societa' beneficiarie di prestiti SEB in Estonia,Lettonia e Lituania). Per far fronte alle difficolta' sul mercato baltico (nella sola Lituania la SEB ha subito perdite per crediti non rimborsabili pari a oltre 23 milioni di euro) la SEB AB ha liberato piu' di un miliardo di euro dalle proprie riserve. Rientrare tra le banche garantite dal governo di Stoccolma e' stata una mossa positiva, in grado di proteggere e rilanciare la banca, sulla scorta di quanto gia' fatto dalla Swedbank precedentemente. Ci si augura che la mossa possa ridare fiato anche al mercato interbancario e di conseguenza alla ripresa del mercato dei prestiti anche in Lituania.
CONFUSIONE NEI CIELI
Volano tante notizie ma sempre meno aerei sui cieli lituani. Con l'inizio del 2009 e' diventato ovvio che Riga abbia vinto la sfida con Vilnius, diventando l'hub di riferimento della regione baltica con un numero di passeggeri quadruplicato rispetto a quanto raccolto da Vilnius (4 milioni contro uno solo per tutto il 2008) . L'aeroporto di Vilnius sta almeno reagendo nell'unico modo possibile, riducendo le tasse di scalo dai 19 euro procapite agli 11 attuali. Si cerca cosi' di favorire l'approccio con diverse compagnie aeree che hanno espresso il loro interesse per lo scalo lituano. Tra queste la piccola compagnia svedese Skyways (vola solo con Fokker, un inno alla scomodita') che dovrebbe collegare Vilnius con alcune destinazioni nordeuropee da meta' maggio: Stoccolma, Berlino, Copenhagen e Amsterdam. Le rotte erano coperte da AirBaltic ma a tutt'oggi rimane il solo collegamento con Copenhagen, in quanto l'amicizia tra vicini, si sa, e' sempre molto difficile. Il collegamento diretto con Milano e con Roma e' sparito, seppellito dalla guerra tra la compagnia lettone e la ex FlyLal, che imperterrita continua le sue attivita' come charter carrier mentre la magistratura prosegue nelle indagini sulla bancarotta che ha ridotto Vilnius a provincia di Riga dal punto di vista dei collegamenti aerei. Intanto l'aeroporto di Kaunas annuncia che e' stato aperto un collegamento Ryanair con Brema, in Germania. Infine e' stato terminato lo studio preliminare sulle prospettive degli aeroporti lituani a far data dal 2025. Il lavoro, condotto da una societa' lituana e da una danese, ha lasciato tre opzioni sul tavolo politico: chiudere un aeroporto tra Vilnius e Kaunas, ingrandire il rimanente collegandolo direttamente con la citta' priva di aeroporto, costruire un nuovo aeroporto a mezza via tra le due citta' con collegamenti veloci (ma lasciando Vilnius come aeroporto regionale). L'aeroporto di Palanga invece rimara' attivo a livello regionale come lo e' gia' da ora, collegato con Riga.


